studio psicoterapia clinica
Sostegno alla genitorialità

Il dono più profondo della genitorialità è: “credere senza riserve e senza interesse nel desiderio dei propri figli”. M.Recalcati, Il complesso di Telemaco, Feltrinelli 2014


La genitorialità non è un dato innato.

Il dato naturale, il dato biologico, anche se indotto, per l'essere umano non è una garanzia, non rappresenta nessuna certezza sul versante della genitorialità.

Sembra più che mai di vitale necessità, alla luce del disagio e del malessere manifestati dai bambini e dagli adolescenti ( vedi aggressività, bullismo, suicidi, droga. alcool, stragi del sabato sera) riflettere ed interrogarci se non sia opportuno tornare a parlare di ciò che si intende per genitorialità, o meglio ancora per funzione genitoriale.

Il termine genitore evoca  qualcosa che va oltre la trasmissione genetica, la somiglianza e la consanguineità rinviando più precisamente a una struttura di parentela, ovvero a quel sistema di parentela che si fonda sulla filiazione.

E' la filiazione, cioè il riconoscimento sancito da un atto ufficiale da parte di un uomo e di una donna di un nuovo soggetto, sia esso adottato o partorito o ricevuto attraverso le biotecnologie, che fa di una coppia un padre e una madre da un punto legale ed avvia il legame di parentela.

Tuttavia, l'atto di riconoscimento ufficiale non è sufficiente a rispondere a ciò che si intende per funzione.

E’ dunque proprio a partire da quell’atto di riconoscimento che è necessario domandarsi cosa rappresenta la genitorialità e, soprattutto, a cosa rinvia la funzione genitoriale.


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Problemi genitori/figli

Essere "genitori" implica innanzitutto una responsabilità, “Illimitata” secondo Recalcati, verso il nuovo nato.

Ma cosa intendiamo con  genitorialità responsabile, se non il tentativo di assumere, da parte dei genitori, tutte le conseguenze dei propri atti, ovvero dare peso simbolico alla propria parola?

Se un figlio non è un  Oggetto che si cerca di riempire di oggetti, di orientare e al quale si tenta di imporre desideri di realizzazione che in realtà hanno a che vedere solo con i propri desideri insoddisfatti, allora una genitorialità responsabile implica in prima istanza riconoscere il proprio figlio come Soggetto in divenire.

Dire che un figlio è un Soggetto in divenire significa che questi necessita di essere rispettato nel suo percorso di ricerca e di scoperta per quanto concerne la costruzione di se stesso, devono essere rispettati i tempi logici e cronologici che sente necessari al fine di non temere la verifica e il confronto, di non temere le difficoltà e gli inciampi che si possono presentare lungo il suo percorso di crescita.

Ricordando con Freud, che fare i genitori è uno dei compiti più difficili al mondo, sottile è il confine tra una presenza genitoriale attenta, amorevole, non per questo lassista, e l’imposizione della propria volontà. In altri termini la responsabilità rinvia ad una presenza in grado di ascoltare, in grado di dialogare, in grado di dare il giusto valore a quel tempo che ad ogni figlio è necessario e vitale per cercarsi, per trovarsi, per costruirsi.


Problemi rapporti interfamigliari

Spesso, tuttavia, nella pratica clinica rivolta alle  relazioni intrafamigliari, si osserva che le rappresentazioni mentali che i genitori hanno del loro bambino, agiscono attraverso vie che possono essere sperimentate direttamente dal bambino.

L’ipotesi che la madre/i genitori abbiano un mondo rappresentazionale che contiene molti temi conflittuali centrali che provengono dalla loro storia passata e presente che possiamo definire “temi rappresentazionali e che essi vengono agiti e (ri)sperimentati nelle azioni e percezioni specifiche che costituiscono l’interazione madre/genitori – bambino, rinvia alla possibilità  che non si tratta più solo di temi rappresentazionali ma della loro trasformazione in pattern comportamentali interattivi, o in altri termini di un tema agito nell’interazione.


Questa concettualizzazione è importante in quanto l’intervento terapeutico è indirizzato all’ambito delle rappresentazioni genitoriali, essendo il focus prevalentemente rivolto a quei temi rappresentazionali che in modo evidente appaiono rilevanti per l’interazione madre/genitori-bambino e/o per i sintomi del figlio.


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