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Cos’è la Psicoanalisi?

Secondo l’insegnamento di Freud, suo fondatore, è  “un procedimento di indagine dell’inconscio, un metodo di cura, un  paradigma teorico”.

In prima istanza dunque, per la psicoanalisi, l’inconscio è l’oggetto d’indagine privilegiato, ovvero, nel sondare l'attività mentale umana, essa si rivolge soprattutto a quei fenomeni psichici che risiedono al di fuori della sfera della coscienza.

Quanto affermato rinvia al fatto che, “rispetto a quanto accade a livello del vissuto c’è un senso più profondo che guida questo vissuto, al quale si può accedere.” (J.Lacan, Seminario VII, L’etica della psicoanalisi. Einaudi).

Secondo l’ipotesi freudiana dell’inconscio, la  pratica psicoanalitica, (principalmente attraverso la libera associazione che implica che il soggetto parli di tutto ciò che gli viene in mente senza operare censure e l’interpretazione dei sogni, considerata da Freud la “via maestra” per accedere all’inconscio, nonché i lapsus e gli atti mancati), procedendo “attraverso un ritorno al senso dell’azione...” e presupponendo che “ l’azione  dell’uomo, che egli sia sano o malato, che essa sia normale o morbosa, abbia un senso a cui arrivare” (Ibid), permette di distinguere il piano del vissuto da quello più profondo del senso che lo guida, consentendo al soggetto di separare i due piani in modo tale che “le cose non dovrebbero più essere le stesse una volta che i due strati sono separati” (Ibid).


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Detto in altri termini, la “cura della parola”, in questo consiste il  metodo di  cura psicoanalitico, aiuta il soggetto a riscrivere la propria storia, dando un senso nuovo a ciò che lo abita, in modo tale da operare in lui una trasformazione soggettiva, ovvero un modo diverso di sentire o vivere e, se possibile, lenire la sofferenza.

C’è un altro aspetto fondamentale che riguarda l’esperienza psicoanalitica ed è, come ci ricorda J.Lacan, la ricerca, attraverso un’analisi personale, di una “verità liberatrice..., “una verità che andiamo a cercare nel recesso del soggetto. Una verità particolare” (Ibid), cioè una verità che riguarda solo noi stessi, la nostra singolarità.

COME CURA LA PSICOANALISI

La psicanalisi cura attraverso gli interventi di parola/silenzio/sospiro che partono da una precisa posizione: la posizione di non sapere dell'analista che si sottrae continuamente a dove l'analizzante vorrebbe collocarlo.
Ecco perché la parola dell'analista non è dell'ordine del messaggio, o della comunicazione, o della informazione, ma è dell'ordine dell'atto. E' atto, atto di parola, in quanto produce effetti nuovi, che non sono di senso, ma di trasformazione. 
L'atto di parola dell'analista, inoltre, essendo l'inconscio strutturato come un linguaggio, lo fa accadere, e si rivela perciò segno che nomina, che chiama, che riconosce.
Il classico enunciato dunque che la " psicanalisi cura mediante l'interpretazione che restituisce un nuovo senso" è riduttiva poiché non è il contenuto dell'interpretazione in sé a contare, ma il fatto che l'analista parli, dunque l'atto di parola in sé. Questo atto è l'atto analitico, e la trasformazione che in esso si produce non è del senso, ma della posizione dell'analizzante nel suo inconscio e circa il suo desiderio. Il che vuol dire che è l'atto analitico in sé, e non la parola di cui si serve, che permette quella trasformazione necessaria del posto simbolico che il soggetto occupa nella sua scena psichica. (Egidio T.Errico, Psicoanalista)


LA PSICOANALISI E LA FELICITA' UMANA

Le scienze della contemporaneità, comprese quelle cognitive e le cosiddette neuroscienze, ritengono di sapere tutto su come un essere umano debba essere e su come debba fare per raggiungere la felicità, come se questa potesse essere preconfezionata attraverso formulazioni e "ricette" valide per tutti e offerta a chiunque ne faccia richiesta. 
La psicoanalisi invece insegna che Il soggetto può incontrare la propria felicità solo lungo quella via soggettiva e particolare che lo raccordi alla "singolarità" del suo desiderio. Se il soggetto ha invece paura di saperne qualcosa del proprio desiderio, di poter arrivare a conoscerlo e ad assumerne la paternità, perché teme di doversi trovare poi a fare i conti con una certa solitudine e con un certo smarrimento, se cioè tradisce il suo desiderio perché pensa di non poter rispondere di ciò che è propriamente suo, se insomma preferisce rinunciare al proprio desiderio 
per assumere piuttosto come suoi i desideri "suggeriti" dall'Altro della scienza, o del consumismo, allora non solo è destinato a non poter essere felice, ma è condannato ad ammalarsi. (Egidio T.Errico, Psicoanalista)

"La psicoanalisi è una cura, un trattamento, ma è soprattutto un'esperienza. In generale si domanda un'analisi a causa di una sofferenza. Ed è molto difficile analizzare qualcuno che non soffre, qualcuno che vorrebbe soltanto conoscersi meglio. [...] Senza dubbio colui che soffre può stare meglio, ma stare meglio non è la guarigione. Piuttosto la psicoanalisi mette in questione la significazione stessa della guarigione, cioè interroga ciò che vuol dire stare bene, stare male, ma nel senso di: cosa vuol dire per te, stare bene, stare male, stare meglio? Per te, singolarmente, non per la tua famiglia, per tuo marito, per tua moglie, ma solo per te". J.L Gault, La Psicoanalisi n. 33

La psicoanalisi sostiene, incoraggia il lavoro analitico del soggetto di confrontarsi con la propria mancanza.


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