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Il  disagio dell’adolescenza

L’adolescenza è quella fase del ciclo di vita umano in cui si verifica la transizione dallo stato di bambino a quello di adulto; come tale essa copre un periodo piuttosto lungo, mutevole da individuo ad individuo e da cultura a cultura, in cui, a fronte di numerose trasformazioni fisico-corporee, si assiste a profondi cambiamenti psicologici che investono le capacità cognitive, affettive e le competenze sociali della persona.

Crescere, oggi, ha per maschi e femmine un significato diverso da quello avuto fino a pochi decenni fa se si pensa  alle trasformazioni epocali che caratterizzano il nostro tempo, quali l’educazione permissiva, la figura debole del padre, la diffusa debolezza o la mancanza in famiglia e a scuola, di regole, limiti e sanzioni.

Tuttavia crescere resta, oggi come allora, un compito che impegna i soggetti in percorsi sostanzialmente analoghi nel tempo, comportando, in modo immutato, prima l’inevitabile lutto dalla propria infanzia e poi, le trasformazioni corporee e psicologiche, nonchè  la necessità di dare una direzione personale alla propria vita rispetto alla domanda genitoriale.


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Problemi relazionali giovanili

Come si evidenzia, sono questioni complesse quelle che si pongono sul cammino dello sviluppo dell’individuo nel suo passaggio dall’infanzia all’età adulta e, a volte, di fronte ad esse, l’adolescente può essere colto da un forte senso di smarrimento e paura.

Dubbi, incertezze, angoscia profonda e sconforto sono vissuti psichici non sempre riconosciuti dal soggetto stesso o dai famigliari  pertanto, in presenza di manifestazioni inquietanti e ricorrenti, una consultazione psicologica dovrebbe essere auspicabile.

L’incontro con lo psicoterapeuta, infatti, favorendo l’ascolto attivo dei propri stati d’animo, potrebbe permettere all’adolescente in difficoltà, di tradurre in parole il proprio malessere, al fine di individuare in sé le chiavi per capirlo e superarlo.

La frequenza, il ritmo e la durata dei colloqui, avranno anch’essi la loro importanza, allo scopo di tener conto delle particolarità soggettive e dell’adolescenza.


Psicoterapia dell’adolescenza

In particolare oggi, all’interno delle società con sviluppo economico avanzato, il passaggio che rende possibile uno svincolo generazionale si amplia sempre di più, dilatando la condizione di non autonomia rispetto ad alcuni anni addietro.

Ammettendo scansioni determinate, il rapporto del soggetto umano con lo sviluppo è tuttavia delicato e va declinato al singolare, lungi dal considerare la transizione adolescenziale come un passaggio automatico o “naturale”.

Adolescenza è di per sè sinonimo di trasformazione: qualcosa muta, cambia.

Potremmo pensare ad una sorta di “crocevia”, uno “snodo”, qualcosa cioè, da cui si deve passare per poter assumere una posizione adulta.

La questione che si pone all’adolescente è dunque come poter dare una versione propria a qualcosa che ha ricevuto; come può, ancora più precisamente, caratterizzare la  sua storia infantile senza negare, disconoscere “l’eredità familiare” ma, siglando qualcosa in modo tale che  non sia più riconducibile alla posizione genitoriale?

E’ qui che si situa l’esigenza di autonomia dai genitori che tuttavia non si contrappone al bisogno di accudimento che permane.

Si comprende come questo sia un passaggio fondamentale che  implica la “presa in carico”, l’assunzione del proprio desiderio.

Si tratta dell’emergere della dimensione della responsabilità di fronte al proprio destino, della necessità di dare una direzione alla propria vita.


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