February 1, 2026

Il sintomo

“(…) l’inconscio non smette di comunicare, di fare sentire la sua voce, ci parla in continuazione, se solo lo potessimo ascoltare. La sua è una comunicazione evocativa, certo paradossale, che non passa per la percezione: non siamo nell’ambito della comunicazione intesa in senso stretto, usuale. Piuttosto, il campo nel quale l’inconscio si fa sentire è quello delle sue ‘formazioni’: il sogno, il lapsus, l’atto mancato, la dimenticanza. Il sintomo, soprattutto. Perché, se l’inconscio è la sede del rimosso, rimozione e ritorno del rimosso sono in fondo la stessa cosa: il sintomo evoca sempre ciò che non compare, ovvero il rimosso. Le formazioni dell’inconscio sono formazioni sostitutive, in quanto si manifestano al posto dei contenuti inconsci: si tratta di sostituzioni simboliche che, consentono al sintomo di manifestarsi nella sua specifica modalità di presentazione. E sono formazioni di compromesso in quanto sono il modo possibile nel quale il desiderio può ottenere il suo soddisfacimento. Il sintomo è allora la comunicazione inconscia del fatto che qualcosa vuol farsi strada, manifestarsi come formazione di compromesso tra il desiderio e l’impossibilità della sua realizzazione.”

Andrea Baldassarro, L’inquietudine dell’analista, Teoria e pratica analitica, edizioni Alpes p. 44

© Mirella Greco 2017-2022