Ci si sistema nella seduta analitica affinché il campo della coscienza del soggetto non sia sollecitato dal mondo esterno, affinché si trovi immerso in modo tale che l’attenzione si trovi riversata in maniera naturale sul mondo interno. (…)
E’ la concezione che organizza il modo in cui Freud ci presenta la seduta analitica: è il luogo in cui la realtà psichica può manifestarsi come tale e attraverso i pensieri che entrano nel campo della coscienza. La regola analitica per Freud non era cosa diversa dal raccomandare al soggetto di lasciar venire i suoi pensieri e di convertirli subito in enunciati, in messaggi indirizzati al suo analista.
Jacques-Alain Miller, La seduta analitica, in La psicoanalisi n°29, casa editrice Astrolabio.